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Sardigna ruja

I carabinieri sparano a raffica. Di tanto in tanto, nell'aria secca e pulita, rimbomba un colpo di moschetto. Due li hanno presi stamattina, quando la giustizia ha liberato Giacomo Lavini. Dicono che sono feriti: Pascale alla spalla e Chichissu a una coscia.
In piazza siamo rimasti solo una decina a sentire il conflitto a fuoco, laggiù. I vecchi dicono che un marzo così freddo non l'hanno mai conosciuto, colpa delle atomiche e dei razzi che bucano il cielo. Molti sono seduti dentro il bar ed escono a ogni colpo di moschetto e interpretano che cosa sta succedendo.
Il vento si trascina giù il gelo dal monte. C'è una donna e ha gli occhi sbarrati; ha un fremito ogni volta che sente i mitra della giustizia. Aspetta, come tutti noi, che risponda il colpo secco del moschetto per sapere che l'uomo è ancora vivo. Due soli sanno con certezza a chi stanno sparando. Una è la donna dalla grande pancia gonfia che allarga la sottana. L'altro sono io.

1981, Edizioni della Nave, Nuoro-Milano
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